giovedì 17 maggio 2012

A margine della presentazione avvenuta a Bologna il 12 maggio, ecco i commenti sul libro, che mi ha inviato il  moderatore dell'incontro (Piero Pozzi, direttore di FTI). Buona lettura.




Vanno ringraziati l'editore e gli autori del volume perché con il loro lavoro dimostrano bene che "fantascienza non è una scommessa su chi indovina  cosa accadrà, ma la scelta di un punto di vista non convenzionale da cui guardare l'Uomo e la Società".
Quindi, la lettura e la presentazione sono l'occasione per analizzare il rapporto fra tecnoscienza, società e individui che è tema importantissimo e attualissimo, non solo in letteratura o nella fiction, ma per tentare di capire il futuro-presente che viviamo.
Al riguardo, ricordo come la letteratura di anticipazione abbia fatto  intuire alla società applicazioni e conseguenze di tecnica e scienza quando ancora aerospaziale, nucleare o biotecnologico erano vocaboli vuoti. E  quanto la fantascienza filosofica e sociale abbia analizzato utopie e distopie, dinamiche sociali, ambientali e sistemi di potere come gli  apparati militari e industriali, la megamacchina, il mercato o la 
burocrazia, prima che lo facessero organicamente discipline come la teoria  dei sistemi, la sociologia, l'antropologia, l'ecologia.


Il libro e il titolo 

Come detto, il libro nasce dall'incontro nella rete, in particolare sul sito Anobii, di lettori di fantascienza. Che presto però si rivelano presto l'un  l'altro anche come scrittori. E che usano la rete per mettere a punto i 
materiali da pubblicare: 11 racconti e la prefazione, esplicativa e  programmatica. Il titolo Fantaweb 2.0 è quindi un titolo "tecnico", che riferisce il fatto che il volume esce grazie all'uso di piattaforme web 2.0, ovvero User Generated Contents e non si riferisce quindi al contenuto dei racconti, che non sono di cyberfiction, ma che rispettano il canone principale della science fiction: straniamento che presuppone disponibilità alla cognizione tecnico-scientifica da parte del lettore. Che è il tratto distintivo di questa letteratura.


Gli autori e il curatore

Se è vero che il lettore di fantascienza si è storicamente connotato come un  lettore residente nei paesi economicamente avanzati, istruito più della media, professionalmente impegnato nello sviluppo della tecnoscienza, i nostri autori e il curatore sembrano rispettare questi canoni culturali e sociali.
Le brevi biografie degli autori che compaiono nel libro sono davvero significative, alcune sono mini-racconti notevoli, come quella di Emanuele Gabellini.
Insomma, gli autori sembrano determinati a obbedire alle prescrizioni di Ray  Bradbury: "Dovete essere ubriachi di scrittura, in modo che la realtà non possa distruggervi", ma anche raccogliere l'appello di Evgenij Zamjatin: "La vera letteratura può esistere solo quando è creata non da ufficiali diligenti e affidabili, ma da folli, eremiti, eretici, sognatori, ribelli e scettici".


Le mie personalissime recensioni in due righe:

Angelo FRASCELLA (La vita in un segmento): immersi in uno spazio-tempo pieno di problemi molto seriali e concreti, i protagonisti tengono l'occhio alla cronaca e l'orecchio alla fisica relativistica.

Stefano Andrea NOVENTA (Alter ego): Marco-Sonia e Andrea-Clara sono angeli  custodi della vita emotiva, hanno vite parallele, dentro uno spazio-tempo relativistico.

Francesco COTRONA (Habemus Messiam): la crocefissione-apocalisse prossima ventura, in nuce un saggio di sociologia delle religioni.

Matteo GAMBARO (Labirinti): un mastino dei Baskerville di una brughiera  interiore, fatta di mille paure incomprensibili della attuale società del rischio.

Massimo FERRI (Teorema sinfonico): incrocio di passioni e di discipline alte  come la matematica e la musica, fa riscoprire il lato thrilling della ricerca scientifica.

Emanuele GABELLINI (Jack Farmer): la fulminante rapidità che risolve un'eternità di lentezza e di stanchezza dei pianeti.

Patrizio FROSINI (Albert): gli scienziati straordinari che cadono sulla  Terra e una lontanissima scuola elementare.

Alberto CECON (Dalla culla alla tomba): le infinite variazioni,  trasfigurazioni, trasmigrazioni dell'esistente, o meglio del tutto.

Daniele PICCIUTI (Il viaggiatore): un ipertesto terrifico che mescola viaggi  nello spazio profondo con quelli nella coscienza di noi stessi.

Alfredo MOGAVERO (Come scarabocchi in una lavagna): un "cuore di tenebra" e un terribile parricidio.

Andrea VISCUSI (Il senso della vita): potenza di calcolo richiesta da un'entità  che deve risolvere un problema metafisico, o matematico?

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